Mondo PEC

31/03/14 – Lo strano caso del fioraio che non leggeva la PEC

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La PEC, tanto discussa su tutti i fronti, e mal tollerata da molti, ha oggi mostrato un lato estremo e temuto, su cui GuidaPec ha dato evidenza e messo in guardia in varie occasioni.

Il caso è quello portato alla ribalta in questi giorni dai giornali toscani, protagonista un’ormai storico banco di fiori sotto i portici di Piazza della Repubblica a Firenze, il cui titolare, Antonio Fabiani, si è visto revocare la licenza perché non ha dato riscontro alla richiesta di pagamento delle tasse relative all’occupazione di suolo pubblico.

Richiesta di pagamento notificata a norma di legge all’imprenditore

Come?

Via Posta Elettronica Certificata,
all’indirizzo che l’imprenditore stesso aveva indicato come proprio domicilio elettronico

diligentemente ottemperando all’obbligo di legge!

Peccato che NON ABBIA LETTO I MESSAGGI PEC che gli erano stati inviati,
e che non abbia pertanto provveduto al pagamento richiesto.

L’obbligo di legge che impone a tutte le imprese, società o ditte individuali, di comunicare al Registro Imprese il proprio indirizzo PEC è stato per lui fatale. Oggi l’impresa è chiusa, con le dolorose conseguenze che ciò comporta per la sua famiglia e per i suoi lavoratori.

Fate circolare questa notizia il più possibile, perché i piccoli imprenditori come il Sig. Fabiani, un po’ inconsapevoli dei rischi, siano sufficientemente informati su ciò che il Deposito della Pec comporta.

Vedi anche: Pec obbligatoria per le ditte individuali iscritte al RIPEC, consegna, compiuta giacenza: attenti alle multe!Quali sono i difetti della PEC?Che cosa significa “depositare la PEC”?

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